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Gli ingredienti per creare talenti

Scuole ed aziende impegnate nella creazione di lavoratori capaci

06/05/2013

di Eva Balini

Sin dalla più tenera età una delle domande più frequenti che viene fatta è  “Cosa farai da grande?” Chissà quante volte l’hanno fatta a noi e non sapevamo cosa rispondere! E oggi risulta ancora più difficile di una volta dare una risposta. Sia per la crisi sia perché spesso la scuola non insegna a pensare alle professioni del futuro.

Questo significa che quello che davvero manca non è il talento dei giovani, ma un sistema scolastico solido in grado di far nascere e sviluppare le capacità di ognuno, creando un solido rapporto tra mondo del lavoro e scuola.

È quindi opinione comune che il vero obiettivo dell’istruzione, ovvero preparare i giovani al mondo del lavoro, stia fallendo e senza prospettive di miglioramento.

 

Non sono solo le istituzioni scolastiche ad essere responsabili della crescita di talenti, ma sono le aziende stesse a dover assumersi l’impegno di migliorare le competenze del proprio team, attraverso il training, la job rotation e il conferimento di riconoscimenti.

Uno degli strumenti più utili che l’azienda può utilizzare per formare in maniera adeguata i propri dipendenti è il contratto di apprendistato professionalizzante.

 

L’apprendistato professionalizzante permette infatti alle aziende di assumere giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni che per la prima volta si interfacciano al mondo del lavoro o a quella specifica mansione.

Questo contratto prevede una formazione obbligatoria per l’apprendista, della quale è responsabile il datore di lavoro, e comprende sia le competenze trasversali che riguardano tematiche generali uguali per ogni apprendista, sia le competenze tecnico/professionalizzanti che riguardano le specifiche mansioni utili per la qualifica da conseguire.

 

I vantaggi per il titolare, oltre agli sgravi a livello contributivo, riguardano soprattutto lo sviluppo e la crescita delle capacità dell’apprendista, il quale apprenderà la professione secondo la metodologia più consona alla realtà aziendale.

 

Dal 2008 è prevista la possibilità di fare formazione interna, il che permette all’azienda di ridurre al minimo la perdita di forza lavoro, organizzando gli incontri con l’ente formativo secondo i carichi di lavoro e senza “far spostare” gli apprendisti al di fuori dell’azienda.

Inoltre, per quanto riguarda le competenze tecnico/professionalizzanti, il giovane può apprenderle direttamente sul posto di lavoro, seguito e guidato dal tutor aziendale, suo riferimento all’interno dell’azienda.

 

Ci sono quindi diversi strumenti in grado di creare talenti, bisogna solo sperare che le aziende vogliano investire per questo progetto a lungo termine.

 

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