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La motivazione è il motore che muove la macchina della formazione

Formare significa trasmettere il sapere in modo chiaro e utile al discente

22/05/2013

di Elisa Cavedoni

La Formazione agli apprendisti è un percorso che parte da ‘a’ per arrivare all’incognita ‘x’, è un viaggio di cui si conoscono solo le coordinate di partenza, poiché i confini del miglioramento (di conoscenze, di operatività) dipendono molto anche dal contesto e dalla motivazione di partenza.

Noi entriamo in modo neutrale in azienda, senza pretese di ‘obbedienza’ e senza pretendere ‘lavori’ ulteriori. Per il discente siamo dei ‘professori’, dei docenti con un alone di mistero che aleggia sopra la nostra figura, visto che solitamente non veniamo né presentati a dovere né il nostro lavoro viene contestualizzato. In questo clima di incertezza, l’unica nostra certezza è che possiamo ridisegnare le linee della nostra figura a nostro vantaggio e creare nell’apprendista un’immagine di noi sicura, decisa e motivante. Fin dall’inizio quindi le nostre modalità nel rapportarci a lui devono rispecchiare questi obiettivi, la linearità di comportamento rispetto alla presentazione che facciamo di noi renderà bei risultati. Diversamente, perderemmo tutta la nostra credibilità di formatori e anche di persone ai loro occhi, senza contare che non avremmo alcun potere ‘positivo’ e motivante su di loro, scopo che  invece vogliamo a tutti i costi ottenere!

La presentazione iniziale di chi siamo e cosa ‘vogliamo’ da loro è utile a rompere il ghiaccio, a farci inquadrare non come nemici o perfidi insegnanti ma come tranquilli ma convinti ..compagni di viaggio! Convinti di che cosa? Bhè, sicuramente di loro! Il secondo step dopo la presentazione è infatti carpire le loro abilità rispetto alle mansioni che devono fare, accorgersi delle criticità che emergono: nell’esercizio della loro professione, nel rapporto coi colleghi o col responsabile. Percepire gli eventuali ostacoli all’apprendimento e capire se essi derivano da effettive lacune  ‘tecniche’, da difficoltà di apprendimento o da limiti caratteriali e/o di relazione.                       

Dopo avere fatto una diagnosi corretta (che rimane chiaramente dentro di noi, non andrà mai esplicitata chiaramente al ragazzo) si può iniziare con la formazione vera e propria: che consiste nello trasmettere il sapere in modo chiaro e utile al discente, motivarlo sempre rispetto alle sue capacità perché, si sa’, che credere nelle persone migliora decisamente la loro performance.

Motivare secondo me significa insegnare senza immediate pretese, significa accompagnare il discente seguendo il suo passo senza imporre il mio, ascoltare ogni minimo ‘rumore sospetto’ perché spesso i dubbi e le domande (pur non essendo sempre facili da esporre) racchiudono interesse e curiosità. Motivare vuol dire credere io per prima nelle sue capacità, essere il suo specchio positivo in cui egli vede riflessa la sua possibilità di miglioramento.

 

Per maggiori informazioni clicca qui http://www.form-app.it/Formazione.html

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