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La formazione come leva

Sino ad ora l'apprendistato sembra essersi rivelato uno strumento per accedere nei diversi settori produttivi

09/07/2013

Sino ad ora l'apprendistato sembra essersi rivelato uno strumento per accedere nei diversi settori produttivi, senza però un adeguato percorso di formazione. Mentre in altri paesi europei l'apprendistato ha facilitato l'ingresso di risorse umane qualificate, in Italia si riscontra una situazione in cui è labile rapporto tra formazione e mondo del lavoro:
Oggi solo un apprendista su cinque riceve una qualche forma di formazione. È evidente che se manca la componente formativa l'apprendistato va contro il suo principale obiettivo: formare.
E’ necessario pensare ad un apprendistato capace di creare un legame vero tra mondo della formazione e mondo del lavoro; un apprendistato con cui i giovani acquisiscono lavorando in azienda un titolo di studio. E’ necessario dunque usare l'apprendistato non come un contratto precario ma come un surplus che permetta di integrare scuola e lavoro .
Il grande problema del mercato del lavoro italiano è lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro.
Si presenta una contraddizione per cui sono presenti giovani precari senza lavoro e imprese che non trovano la forza lavoro con le competenze di cui hanno bisogno. In questo senso l'apprendistato può essere una formidabile leva di collocamento che avvicina domanda e offerta di lavoro attraverso la formazione e l'addestramento pratico in ambiente di lavoro.
In questo senso diventa di fondamentale importanza il dialogo tra scuola, università e lavoro che può essere incentivato attraverso il contratto per la qualifica e il diploma, e il contratto di alta formazione. Per non parlare della enorme apertura al mondo delle professioni con la possibilità di fare percorsi di praticantato in apprendistato.

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