impresa e apprendistato
 
News

Le difficoltà percepite sul contratto di apprendistato

Un mito da sfatare

04/12/2013

Secondo Tiziano Treu, ex ministro del lavoro dei governi Dini e Prodi,  padre del famoso “pacchetto Treu” ,  l’ostacolo più grande al decollo dell’apprendistato “è la scarsa crescita dell’Italia” , riporta un articolo del Corriere delle Sera.  Ma non solo: conferire alle regioni molti poteri in fatto di formazione e lavoro ha creato un “conflitto di competenze”  tra Stato e regioni, con la conseguenza di un vertiginoso aumento della burocrazia e di interessi di parte da difendere.

L’ultima relazione della commissione Lavoro della Camera, d’altronde, individua tra le principali cause che impediscono l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro un cattivo uso degli incentivi pubblici, la mancata staffetta generazionale e le difficoltà di applicazione percepite nell’applicazione del contratto di apprendistato.

 Una delle cause principali della scarsa chiarezza sull’apprendistato è la disomogeneità, visto che la normativa riguardante la formazione degli apprendisti varia da regione a regione, che detengono la competenza esclusiva  in merito alla formazione professionale. Una situazione causata dalla riforma  del Titolo V della Costituzione per effetto della legge costituzionale n. 3 del 2001.

Un'altra causa di questa difficoltà percepita sono i numerosi interventi normativi degli ultimi anni in materia di apprendistato. In realtà instaurare un rapporto di apprendistato non è così complesso come può sembrare. Grazie alle linee guida definite lo scorso 17 ottobre dalla Conferenza Stato Regioni, in attesa dell’approvazione definitiva (la prossima Conferenza è prevista per il 5 dicembre), un apprendista professionalizzante deve venire formato secondo le regole previste dal proprio contratto collettivo, che definiscono la durata, i contenuti e le modalità del percorso. Il ruolo delle Regioni è stato ridimensionato: laddove possibile, possono organizzare la formazione trasversale pubblica, che diventa obbligatoria solo se definita tale nella regolamentazione regionale, e se è concretamente attivata e disponibile per l’apprendista.  In assenza di questo requisito, la formazione trasversale rimane obbligatoria solo se definito da contratto collettivo di riferimento.

« tutte le news