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La formazione continua è quella preferita dalle piccole e medie imprese.

Lo rivela un’indagine presentata al Congresso nazionale dei giovani imprenditori di Confapi, da Giorgio Tamaro, direttore generale di Fapi (Fondo Formazione piccole e medie imprese), fondo interprofessionale paritetico (Confapi, Cgil, Cisl e Uil).

17/12/2013

La formazione preferita dalle pmi è quella che permette a dipendenti e dirigenti di aggiornarsi e formarsi in modo permanente, anche tramite  tirocini formativi e stage. Dal sondaggio emerge anche un forte interesse riguardo ai bandi dell’Unione Europea e sulle iniziative formative finanziate dal Fondo di categoria.

Il 37% degli intervistati ritiene “molto efficace” la formazione on the job, svolta direttamente in azienda, mentre piacciono di meno (27%) le lezioni frontali (metodo classico).

Il 68% delle aziende monitorate ha dichiarato di aver partecipato, nei mesi precedenti , ad almeno un intervento formativo, destinato per l’84% al personale dipendente, e per il 17,29%  i titolari.

“L'indagine”, rende noto il Fapi, "è stata promossa con l'obiettivo di conoscere in maniera più approfondita le esigenze espresse dalle aziende in tema di formazione continua e aggiornamento delle competenze degli enti (aderenti al sistema Confapi) che erogano servizi formativi.

La formazione continua è un tema molto discusso e incentivato dall’Unione Europea, che ha adottato precise linee guida per uniformare la formazione professionale in tutti i paesi dell’Unione. Lo spirito di queste linee guida è molto chiaro: se è vero (ed è vero) che nella vita non si finisce mai di imparare,  gli enti preposti devono offrire tutti i mezzi necessari per erogare (e certificare) la formazione, accrescendo in modo costante le competenze formali, non formali e informali di tutti i lavoratori.

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