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Domande frequenti sull'apprendistato professionalizzante o di mestiere

29/12/2014


Quando devo redigere il piano formativo dell’apprendista?
Il piano formativo deve essere contestuale all’assunzione. I 30 giorni di tempo, previsti dal T.U. 167/2011, sono stati eliminati con le modifiche della legge 78/2014.

È obbligatorio il parere di conformità dell’ente bilaterale ?
No, non è obbligatorio.

L’apprendista rientra nel computo numerico dei dipendenti?
No, non rientra per tutta la durata del suo apprendistato.

L’apprendista ha dei limiti nelle ore di straordinario?
Con gli apprendisti maggiorenni non ci sono limiti sulle ore di straordinario, turni e notturni. Permane il divieto di lavorare a cottimo.

Posso retribuire l’apprendista già dall’inizio del rapporto di lavoro con la retribuzione prevista per il livello finale da raggiungere oppure si annulla l’apprendistato?
Sì, si può retribuire l’apprendista con la paga prevista per il livello finale. Non viene annullato l’apprendistato se si riconosce una retribuzione più alta.

Quali sono i requisiti che deve possedere il tutor aziendale?
Il D.M. del 28/02/2000 che definiva la figura del tutor non è più presente, ma con il D.Lgs. 167/2011 si è rimandato ai CCNL la definizione delle caratteristiche e funzioni del tutor aziendale. Si può comunque dire che, in linea di massima, il tutor aziendale deve essere in grado di seguire professionalmente l’apprendista. 
Pertanto è una persona che è responsabile della formazione del lavoratore; non è necessario che sia sempre al fianco dell’apprendista, ma comunque deve avere un’esperienza in linea con l’addestramento del giovane.
Si rimanda, comunque, ai CCNL di riferimento la definizione dei requisiti propri del tutor aziendale.

Se al termine dell’apprendistato, non voglio mantenere il rapporto di lavoro con l’apprendista, quali sono le procedure da seguire?
Se l’apprendistato è stato stipulato in vecchia legge Biagi (276/2003) è necessario dare un preavviso prima del termine del contratto, dove si comunicherà all’apprendista che non verrà mantenuto il rapporto di lavoro.
Se l’apprendistato è stato stipulato con il D.Lgs. 167/2011, si può risolvere il contratto di apprendistato l’ultimo giorno, dando però un preavviso di un mese a decorrere dalla fine dell’apprendistato. La retribuzione e contribuzione in questo mese di preavviso sarà comunque uguale a quella del mese precedente. È ovvio, che in questo lasso di tempo, se all’apprendista succede un infortunio o malattia, si dovrà aspettare il rientro per far terminare il contratto.

Se al termine dell’apprendistato, decido di qualificare il mio apprendista e tenerlo, cosa succede?
Il contratto di apprendistato si trasforma a tempo indeterminato. È possibile usufruire comunque dello sgravio contributivo per i 12 mesi successivi la qualifica. Anche con la legge 78/2014 questo incentivo non è cambiato.

Quali sono le percentuali di stabilizzazione e a quali aziende si applicano?
Con la legge 78/2014, per le aziende con oltre 50 dipendenti vige la clausola di stabilizzazione fissata al 20% per gli apprendisti assunti negli ultimi 36 mesi. In altre parole, un’azienda con più di 50 dipendenti, per assumere un apprendista deve avere confermato negli ultimi 36 mesi, almeno il 20% dei lavoratori.
Il CCNL può prevedere dei limiti superiori, ma questi limiti valgono solo per le aziende con più di 50 dipendenti.
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