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Incentivi per l'assunzione dei giovani

Confronto tra l’apprendistato professionalizzante o di mestiere e il contratto a tutele crescenti.

05/02/2015

Dopo il Jobs Act, ci si chiede se l’apprendistato è ancora un contratto conveniente oppure se è meglio assumere un giovane attraverso il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Andiamo a confrontare le due tipologie di contratto sulle agevolazioni o benefici possibili:

CONTRATTO DI APPRENDISTATO 
PROFESSIONALIZZANTE O DI MESTIERE

-Per aziende fino a 9 dipendenti la quota contributiva a carico dell’azienda è dell’1,61%. Per aziende dalle 10 unità in su la quota è del 11,61%.
-L’incentivo contributivo è valido per tutta la durata dell’apprendistato e, se l’apprendista viene qualificato al termine del contratto, anche per l’anno successivo. (di solito i contratti di apprendistato durano 3 anni, il beneficio contributivo sarà perciò per 4 anni)
-L’apprendista può essere retribuito fino a due livelli inferiori rispetto a quello finale. 
-Gli apprendisti sono esclusi dal computo numerico.
-Può essere assunto come apprendista un giovane tra i 18 e 29 anni (e 364 gg).
-Al termine del periodo di apprendistato, il contratto può essere risolto con preavviso.
-Le spese sostenute per l’attività formativa possono essere detratte dalla base IRAP.

CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI

-Prevista agevolazione contributiva a conguaglio annuale fino ad un massimo di 8.060 € (se l’importo contributivo da versare è superiore a tale somma, il datore deve versare solo la differenza).
-Agevolazione per tre anni dall’assunzione.
-Retribuzione riferita al livello d’inquadramento.
-I lavoratori a tempo indeterminato sono inclusi nel computo numerico.
-Le assunzioni incentivate non riguarderanno i lavoratori che negli ultimi sei mesi sono stati titolari di un rapporto a tempo indeterminato o che sono stati in forza da almeno tre mesi in aziende collegate o controllate o anche correlate tra loro da rapporti interpersonali.
-L’interruzione del rapporto di lavoro può avvenire solo per dimissioni o per licenziamento per giusta causa o giustificato motivo.
-Dal 01/01/2015 le spese sostenute per l’attività formativa ai lavoratori a tempo indeterminato possono essere detratte dalla base IRAP.

A fronte di questo quadro, si vede comunque una buona convenienza nell’utilizzo dell’apprendistato. 
Tuttavia, alcuni sostengono che, il problema vero dell’apprendistato, sia la formazione. 
In realtà, con il D.Lgs. 167/2011 e la più recente L. 78/2014, la formazione si è ridotta rispetto al passato. Ora, il programma di formazione obbligatoria è stato affidata alla contrattazione collettiva nazionale per la definizione delle ore di formazione professionalizzante. Per quanto riguarda le ore trasversali, è stato imposto alle Regioni un tempo limite di 45 giorni per comunicare il luogo e la data in cui si svolgerà la formazione. Inoltre, l’Accordo Stato-Regioni del 20 Febbraio 2014 prevede anche la possibilità per l’azienda, con determinati requisiti, di svolgere la formazione anche internamente.
Pertanto, se la formazione non è questo gran ostacolo, l’utilizzo dell’apprendistato continua a nostro avvisto ad essere un contratto valido e conveniente anche per l’impresa.

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