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Ultime novità nel mondo del lavoro.

25/05/2015

-Pensioni e rimborsi derivanti dallo sblocco dell’indicizzazione

Corte Costituzionale, sentenza 29 aprile – 13 maggio 2015, n. 78
La sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità della norma che ha bloccato l'indicizzazione delle pensioni nel biennio 2012-2013, ed è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 6 maggio 2015. Pertanto, a partire dal 7 maggio 2015 la c.d. "norma Fornero" è ormai inefficace. L'Unione Europea, che ha chiesto all'Italia di non porre in essere manovre che possano minare la stabilità dei conti pubblici.

-L’illegittimità del licenziamento per sproporzione in una decisione
Corte di Cassazione civile, sez. Lav., sent. n. 8928 del 5 Maggio 2015. 
Con la sentenza in esame è stato dichiarato illegittimo per sproporzione il licenziamento irrogato al lavoratore che, nonostante il diniego dell'azienda, si è assentato dal lavoro per assistere la madre malata dopo aver presentato istanza ex legge 53/2000. Il diniego era fondato su una mera irregolarità della domanda, la quale non avrebbe tenuto conto della circostanza che il CCNL di riferimento avrebbe qualificato tali permessi come non retribuiti, mentre la domanda del lavoratore non corrispondeva a tale parametro. La Suprema Corte, nel respingere il ricorso proposto dall'azienda, rileva come il principio di prevalenza della sostanza sulla forma imponga al giudice di vagliare la sussistenza di eventuali ipotesi alternative rispetto alla soluzione prospettata dal datore di lavoro, parte predominante del rapporto.

-Chi danneggia un lavoratore dipendente paga i danni al datore di lavoro.
Tribunale di Genova - sez. civ. II, sent 25 novembre 2014 n. 3787
Chi cagiona delle lesioni personali in danno di un lavoratore dipendente, con la conseguente invalidità temporanea assoluta e l’impossibilità per quest’ultimo di lavorare, è tenuto a risarcire il datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative. L’importo è liquidabile sulla base dello stipendio versato dal dipendente.

-La mancata formazione trasforma il rapporto di formazione -lavoro in lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Corte di Cassazione civile, sez. Lav., sent. 26 gennaio 2015 n. 1324
Nei contratti di formazione e lavoro, l’inadempimento integrale degli obblighi formativi è un vizio, che incide sulla causa contrattuale e ne determina, sin dall’inizio del rapporto, la trasformazione in lavoro subordinato a tempo indeterminato ove l’inadempimento abbia un’obiettiva rilevanza, concretizzandosi nella totale mancanza di formazione, teorica e pratica. Il giudice dovrà valutare, in base ai principi generali, la gravità dell’inadempimento ai fini della declaratoria di trasformazione del rapporto di lavoro.

-Per il recesso dal contratto di Apprendistato non si applica il rito della Fornero (l.92/2012).
Tribunale di Roma, sentenza del 5 marzo 2014
Il recesso dal contratto di apprendistato non deve essere impugnato con il rito Fornero, ma deve seguire le regole del processo ordinario. Tale pronuncia è frutto di un procedimento attivato da una lavoratrice assunta con contratto di apprendistato professionalizzante, che aveva ricevuto la lettera di recesso dal rapporto dal datore di lavoro, al termine del periodo formativo. La dipendente impugnava la lettera, denunciando la nullità dell’apprendistato, per mancanza del piano formativo e per assenza della finalità formativa del contratto stesso. Sulla base di tali considerazioni, la dipendente chiedeva che fosse accertata la nullità o l’illegittimità del contatto di apprendistato e che le fosse riconosciuto il diritto alla reintegrazione del posto di lavoro. La società eccepiva l’inammissibilità della domanda, sostenendo, che il recesso del contratto di apprendistato non rientra tra le ipotesi previste dall’art. 18 dello St. dei Lav. e non soggetto, pertanto, alle regole del rito Fornero. 
Il Tribunale di Roma, in effetti, in tale sentenza dichiara che la domanda risulta estranea dall’ambito di applicazione del rito Fornero, in quanto ha per oggetto un fatto diverso dal licenziamento e dell’ipotesi previste ai sensi dell’art. 18 dello St. dei Lav.

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