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Apprendistato: responsabilità dei datori di lavoro

Il datore di lavoro non sempre è sanzionato se non rispetta l'obbligo di formare l'apprendista.

31/01/2013

La circolare del Ministero del Welfare, che specifica le linee di condotta per gli ispettori chiamati a verificare il regolare svolgimento dell’apprendistato, tra lavoro effettivamente svolto, affiancamento e ore di crescita formativa è dedicata in modo particolare alle ore di formazione che il contratto da apprendista prevede.

Così, qualora la quota di formazione di cui è chiamato a rendere conto direttamente il datore di lavoro non si sia svolta secondo le previsioni di legge, toccherà proprio al committente versare una multa pari alla differenza tra contributi versati effettivamente e quelli che si sarebbero dovuti elargire in caso di rapporto a tempo indeterminato. Differenza che dovrà essere, al momento del pagamento, raddoppiata.

Severità, dunque, verso i datori di lavoro inadempienti, una linea che si conferma anche nella scansione annuale delle ore formative previste dal contratto di apprendistato.

Così, se nel primo anno non saranno state svolte ore dedicate a questa clausola contrattuale, il datore di lavoro non rischierà alcun addebito; viceversa, le sanzioni arriverebbero, e corpose, qualora la noncuranza verso la formazione dell’apprendista dovesse prolungarsi anche nel secondo  anno (almeno il 40% delle ore totali, più la frazione dell’anno in corso) e il terzo (non meno del 60% alle stesse condizioni).

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