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Cercansi rappresentanti: Le aziende faticano a trovarne

Tra i mestieri snobbati, l’agente di commercio. Confesercenti: «Occorrono dinamismo, equilibrio e forti motivazioni»

18/02/2013

Le aziende cercano agenti di commercio. Ma non è un mestiere semplice. Ecco un altro lavoro ‘snobbato’. Dopo gli stallieri, i fornai e i contabili: il venditore, un mestiere difficile, malvisto da alcuni e che richiede, oltre all’esperienza, alcune doti personali. 

Dicono gli esperti di Confesercenti che mancano agenti di commercio. Le aziende sono costantemente a caccia, ma si fa fatica a trovarne. Perché? «E’ un lavoro — spiega il direttore della Fiarc (federazione italiana agenti e rappresentanti di commercio) Vittorio Coen — che richiede un’attenta valutazione delle proprie caratteristiche: si deve essere ambiziosi, non bisogna essere timidi. Ci vuole un notevole equilibrio emotivo, perché è fatto di alti e bassi: bisogna essere bravi a non esaltarsi troppo quando le cose vanno bene e a non buttarsi giù quando vanno male». C’è anche un’altra motivazione, altrettanto importante: il passivo iniziale. 

L’agente di commercio vende i prodotti per le aziende. I contratti migliori sono quelli ‘plurimandatari’, sarebbe a dire quelli che permettono all’agente di lavorare per più aziende a patto che non siano in concorrenza fra loro. Bisogna creare rapporti di fiducia, legarsi a un bacino di clienti, un ‘portafoglio’, che determina il peso dell’agente, anche perché lo stipendio dipende direttamente dai prodotti piazzati.  

Servirebbero agevolazioni fiscali e burocratiche per incentivare la scelta di questa professione. 

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