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Disoccupazione, il progetto 'Giovanisì' entra nelle politiche europee di coesione

Il presidente della Regione Toscana: "L'Ue si concentri sulla condizione di quei ragazzi che una volta finiti gli studi si trovano in una sorta di vuoto"

21/02/2013

 Il progetto Giovanisì della Regione Toscana entra stabilmente nelle politiche di coesione dell’Unione europea. Lo ha affermato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi,  in un intervento dello scorso 22 gennaio a Bruxelles durante l’iniziativa regionale “Investire nei giovani per l’Europa di domani”. 

 

Nel corso del seminario sono state analizzate le strategie dell’Ue e il ruolo delle Regioni nella lotta alla disoccupazione giovanile, analizzate le specifiche esperienze regionali ed elaborato un documento di proposta per condividere, organizzare e sistematizzare le politiche di lotta alla disoccupazione giovanile.

 

Il presidente della Regione ha detto che la Toscana si riconosce pienamente nella proposta europea delle “Garanzie per i giovani”, tesa a assicurare ai giovani fino ai 25 anni, entro 4 mesi dalla fine del percorso scolastico o universitario, un’offerta qualificata di impiego, formazione o apprendistato.  

 

Rossi ha anche affermato di essere convinto che al di là delle differenze nazionali nel mercato del lavoro, è necessario concentrarsi su alcuni punti, in particolare su quella condizione dei giovani che, dopo la scuola o l’università, si trovano in una sorta di vuoto, di sospensione, di nessun impegno: i NEET , i giovani “Not in Education, Employment or Training”.

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