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È stato pubblicato il XIII rapporto sull’apprendistato

Le novità introdotte dal Testo Unico e dalla Legge Fornero

07/03/2013

Dal 2001, l’Isfol, in collaborazione con l’Inps, incaricato dal Ministero del Lavoro, è impegnato nell’elaborazione del Monitoraggio sullo stato di avanzamento dell’apprendistato in Italia, strumento di analisi del quadro normativo e attuativo dell’applicazione del contratto di apprendistato.

Il XIII rapporto di monitoraggio, basato prevalentemente sui dati relativi al 2011 e ai primi mesi del 2012, compie un analisi dell’impatto dovuto all’applicazione del Testo Unico sull’Apprendistato (TUA) e delle novità introdotte dalla Riforma del Lavoro (l. n. 92/2012).

Il TUA, all’art. 2, assegna alle Parti sociali il compito di definire, attraverso la stipula di specifici Accordi interconfederali o di Contratti collettivi di lavoro, la disciplina generale del contratto di apprendistato. Nel complesso, le Associazioni di rappresentanza dei lavoratori e dei datori di lavoro hanno sottoscritto più di 50 Accordi e Contratti, di cui 36 analizzati dal Rapporto in questione. Tutti gli accordi e i Contratti esaminati regolamentano la tipologia di apprendistato professionalizzante, in numero minore fanno invece riferimento all’apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale e a quello di alta formazione e ricerca.

I principali aspetti disciplinati dagli Accordi e dai Contratti sono: l’inquadramento e la retribuzione dell’apprendista, il tutor o referente aziendale, il Piano Formativo Individuale, il ricorso ai Fondi paritetici interprofessionali, il riconoscimento e la valorizzazione dei titoli e delle competenze acquisite dall’apprendista e il numero di apprendisti che il datore di lavoro può assumere.

Il 2011 è stato un anno difficile, caratterizzato dalla persistente crisi economica e le conseguenze sono state pesanti, soprattutto in tema di occupazione giovanile. In linea con i dati del biennio precedente, il numero dei rapporti di lavoro in apprendistato dichiarati all’INPS è stato di 504.558, in flessione del 6,9% rispetto all’anno precedente. L’unico aspetto positivo è che la flessione registrata nel 2011 è inferiore, di due punti percentuali, rispetto alla flessione che si era avuta nel 2010. Il Mezzogiorno presenta i dati peggiori, situazione migliore al Nord Est.

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