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Pubblicato il XIII Rapporto sulla formazione continua

Diminuisce il numero di adulti tra i 25 ed i 64 anni che partecipa ad iniziative di istruzione e formazione

22/03/2013

È stato pubblicato il XIII Rapporto sulla formazione continua 2011-2012, realizzato dall’Isfol per conto del Ministero del lavoro. La percentuale di adulti inseriti in un percorso di apprendimento sono passati, in Italia, dal 6,2% del 2010 al 5,7% del 2011, una percentuale che risulta troppo distante rispetto all’obiettivo europeo del 12%, ma soprattutto rispetto ai livelli del Nord Europa (Danimarca 32,3% e Svezia 25%). Tale riduzione è legata alla crisi economica, infatti dopo una crescita costante vissuta dal 2004 al 2008, la tendenza si è invertita a partire dal 2008 ed è in progressivo peggioramento.

Eppure proprio la formazione dovrebbe essere uno strumento, soprattutto in un periodo di disoccupazione, per acquisire nuove professionalità, riqualificare i lavoratori e di conseguenza dare la possibilità di rimanere sul mercato del lavoro.

Nel 2011, il Centro si conferma, quale area geografica con il tasso di partecipazione più alta (6,3%), segue il Nord-Est (6%), il Nord-Ovest (5,6%) e poi Sud (5,1%) ed Isole (5%). Per quanto riguarda il genere, il tasso di partecipazione femminile è pari al 6%, contro il 5,3% degli uomini. La motivazione di tale differenza è da ricercare nel fatto che in Italia, come negli altri paesi mediterranei dell’Est Europa, le donne trovano minori sbocchi occupazionali e sono “indotte” ad elevare il loro livello di istruzione e formazione per essere competitive sul mercato.

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