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Cosa succede in caso di mancata formazione dell’apprendista?

Le sanzioni previste dal Testo Unico anche alla luce della circolare n. 5/2013

27/03/2013

Le sanzioni previste in caso di inadempimento nell’erogazione della formazione sono disciplinate dall’art. 7 del Testo unico sull’Apprendistato (D.lgs. n. 167/2011). In linea con quanto già stabilito dal d.lgs. n. 276/2003 si afferma che in caso di inadempimento nella erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalità formative, il datore è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, con una maggiorazione del 100%, con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione.

La circolare n. 5/2013 compie un’analisi dettagliata per ogni tipologia di apprendistato, definendo margini specifici utili ad un intervento ispettivo che si può concretizzare in una disposizione utile al ripristino di un corretto svolgimento del rapporto di apprendistato o nell’applicazione del regime sanzionatorio previsto dalla legge.

Per quanto riguarda l’apprendistato professionalizzante, secondo la medesima circolare, le responsabilità del datore derivanti da un inesatto od omesso adempimento degli obblighi formativi variano in base alla natura della formazione mancante ovvero se si tratta di formazione trasversale o professionalizzante. Se la normativa ragionale definisce “facoltativa” la formazione trasversale il personale ispettivo non può sanzionare il datore, mentre se il contratto collettivo applicato prevede l’obbligo, per il datore, di erogare anche la formazione trasversale allora in caso di mancanza totale o parziale di formazione l’ispettore può applicare le sanzioni previste.  La responsabilità del datore si configura inoltre quando, in tema di formazione professionalizzante, egli non effettui la formazione interna in termini di qualità, contenuti e modalità previsti dal contratto collettivo e dal piano formativo individuale.

La circolare n. 5/2013 ha inoltre illustrato i casi in cui l’inadempimento formativo è recuperabile e quindi deve formare oggetto di disposizione. Se il contratto di apprendistato ha una durata pari a 3 anni, viene sempre adottata la disposizione se l’accertamento avviene durante il primo anno di apprendistato. Se l’accertamento avviene durante il secondo anno la disposizione non può essere emanata se la formazione effettivamente svolta è inferiore al 40% di quella dovuta fino al giorno dell’ispezione. Se l’accertamento avviene durante il terzo anno la disposizione non può essere emanata se la formazione è inferiore al 60% di quella dovuta. Se la durata dell’apprendistato è di 5 anni, la disposizione non può essere emanata se la formazione effettuata è inferiore al 40% di quella dovuta nel secondo anno, al 50% di quella dovuta nel terzo, al 60% di quella dovuta al quarto anno e al 70% di quella dovuta al quinto anno.

 

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