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L'Apprendistato in Germania

Un possibile modello per l’apprendistato italiano?

10/04/2013

Già a partire dal 4 luglio 2012, durante l’incontro a Roma tra le delegazioni tedesca e italiana, i due Ministri del lavoro Elsa Fornero e Ursula Von Der Leyen cominciarono a porre le basi per l’avvio di un progetto comune per favorire l’occupazione giovanile.

Linea che è stata ripresa il 12 e 13 Novembre 2012 in occasione della Conferenza “Lavorare insieme per promuovere l’occupazione di giovani. Apprendistato e sistemi di formazione duale” presso il Centro Congressi di Napoli e con il Programma THE JOB OF MY LIFE scaturito dall’intesa siglata il 28 Gennaio 2013 tra Germania e Italia.

Il progetto ha lo scopo di valorizzare la mobilità tra le due nazioni. Per i giovani italiani di età compresa tra i 18 e 35 anni viene data la possibilità di formarsi e lavorare in Germania percependo un contributo economico e beneficiando di un corso di lingua tedesca per agevolare l’inserimento nel paese ospite.

Perché, tra tutti i paesi dell’Unione, l’Italia ha scelto una collaborazione con la Germania sul tema della collocazione dei giovani nel mondo del lavoro?

Sicuramente, dal punto di vista economico, la Germania ha affrontato meglio la crisi rispetto ad altri paesi europei. Il tasso di disoccupazione giovanile, che in Italia sta toccando i livelli più alti dal 2001, in Germania è abbastanza contenuto e non si discosta in maniera rilevante dal tasso di disoccupazione relativo alla popolazione adulta tedesca. E’ ovvio che, tenendo conto di questi dati, viene spontaneo cercare di capire come funziona l’introduzione dei giovani tedeschi nel mondo del lavoro.

Il canale principale di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è tramite l’apprendistato, strutturato secondo un sistema duale che permette di effettuare l’intero percorso di istruzione in alternanza tra studio e lavoro.

La disciplina del contratto di apprendistato è contenuta nella Berufbildugsgesetz del 1969, legge che ha subito varie modifiche, di cui l’ultima è del 2009. La legge definisce il sistema duale dell’apprendistato, caratterizzato dall’alternanza tra la formazione aziendale e la formazione trasversale (svolta all’interno di istituti di formazione specifici). Vengono identificati i profili professionali con conseguente durata del percorso che, di solito, va da un minimo di due a tre anni. I beneficiari sono i giovani, ma non viene stabilito dalla legge un limite d’età. Tuttavia, generalmente, la maggior parte degli apprendisti comincia l’apprendistato tra i 15 e 16 anni e provengono dalla scuola superiore professionale.

Come per l’apprendistato italiano, deve essere presente il piano formativo in cui si definiscono le attività formative per tutta la durata del contratto. La formazione viene distinta in formazione aziendale e formazione esterna, quest’ultima svolta mediamente due giorni alla settimana presso istituti formativi. Le competenze da acquisire riguardano conoscenze e competenze specifiche dell’attività aziendale in cui l’apprendista è inserito e competenze trasversali, spendibili nel mercato del lavoro. Per le piccole imprese è possibile accedere a dei fondi pubblici per finanziare le attività formative.

Nell’azienda deve essere presente personale idoneo che possa svolgere le funzioni di docente o formatore. Possiamo paragonare questa figura al tutor aziendale dell’apprendistato italiano con la differenza che il formatore tedesco deve superare anche un esame di abilitazione per formare giovani apprendisti.

Gli enti formativi, che svolgono la parte teorica della formazione, sono subordinati all’approvazione del proprio programma da parte del Ministero Regionale dell’Istruzione. La formazione trasversale è scaturita da un continuo dialogo e confronto tra vari soggetti: contrattazione collettiva e parti sociali, Istituto Federale per la Formazione e Ministero dell’Economia, oltre alle istituzioni federali dei singoli Laender. Il confronto tra queste varie parti permette che i percorsi formativi anche trasversali rispondano meglio alle esigenze del mercato del lavoro.

Nel percorso di apprendistato sono previsti due esami per l’apprendista: uno intermedio, da effettuare presso la Camera Professionale competente, che ha la funzione di monitorare e correggere il livello di formazione che l’azienda sta impartendo al ragazzo; uno finale, le cui speso sono a carico dell’azienda.

Nonostante la procedura formale e i costi che l’azienda sostiene per la formazione dell’apprendista, l’apprendistato è il canale preferito dalle imprese tedesche per assumere dei giovani. Sicuramente un incentivo per questa tipologia di contratto è il fatto che l’apprendista percepisca una retribuzione minore rispetto ai suoi colleghi qualificati. Tuttavia, non è questa la motivazione principale che spinge un’azienda ad assumere con apprendistato, visto l’alto tasso di conferma degli apprendisti alla fine del loro contratto. Al fine di ammortizzare i costi sostenuti per la formazione, l’azienda ha interesse a continuare il rapporto con il giovane dopo l’apprendistato, in quanto ha raggiunto competenze e conoscenze utili nel contesto lavorativo. Un’azienda trova più utile formare un giovane da sé, piuttosto che selezionare sul mercato dei dipendenti già formati presso altre imprese.

Per quanto riguarda i giovani, sono fortemente consapevoli dell’opportunità dell’apprendistato come introduzione al mercato del lavoro, ma anche come requisito fondamentale per ottenere una qualifica professionale e possibili progressioni di carriera.

Concludendo, l’apprendistato tedesco è il risultato di una completa integrazione fra mercato della formazione e mercato del lavoro, eliminando così il problema della transizione scuola-lavoro. E’ il sistema educativo stesso che forma le professionalità richieste dal mercato, in collaborazione con le aziende. In Italia, questa integrazione potrebbe essere una soluzione al divario esistente tra sistema educativo e mondo del lavoro.

Per maggiori informazioni relative all'Apprendistato italiano visita l'area dedicata alle FAQ http://www.form-app.it/Faq.asp

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