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La semplificazione del contratto di apprendistato può aiutare ad uscire dal periodo di crisi?

Dopo la nomina del nuovo governo tutte le parti auspicano una semplificazione del contratto

03/05/2013

L’obiettivo del nuovo governo in tema di lavoro è semplificare, almeno per quanto riguarda i contratti a termine e l’apprendistato. Il governo ritiene,  infatti, che la legge Fornero, con le sue disposizioni, abbia contribuito a frenare le nuove assunzioni. Dai diversi schieramenti politici arrivano proposte semplificatrici, al fine di modificare la l. n. 92/2012, che prevede la possibilità di assumere apprendisti solo se il datore di lavoro ha rispettato le percentuali di stabilizzazione.

Giuseppe Santini, del PD, propone di eliminare l’obbligo di riconferma, sostituendo il vincolo con gli incentivi, Maurizio Sacconi, del PDL, ritiene che il numero di contratti di apprendistato stipulati sono pochi poiché è un contratto appesantito dal punto di vista burocratico, propone perciò una semplificazione della parte relativa alla certificazione, che potrebbe avvenire in azienda, inoltre si potrebbe rimettere l’intera gestione dell’apprendistato agli accordi tra le parti.

Anche Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, si è rivolta la nuovo governo ed in particolare al presidente del Consiglio Enrico Letta, sottolineando la necessità che nell’agenda del nuovo governo, siano considerati come priorità assolute i temi del lavoro e della gestione della crisi occupazionale. Nello specifico, per quanto riguarda l’apprendistato, Marina Calderone ritiene che l’impianto normativo del Testo Unico vada confermato, ma andrebbe introdotta una definizione legale di formazione on the job. Andrebbero inoltre rimossi i vincoli di stabilizzazione di legge, lasciando solo quelli previsti dai contratti.

Per consultare la normativa in tema di apprendistato clicca qui: http://www.form-app.it/Normativa.asp

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