Direttiva CSRD, nuovo approccio per le piccole-medio-grandi imprese al reporting di sostenibilità
Benefici del corso
- Sviluppo di una comunicazione aziendale inclusiva e attenta al genere;
- Promozione della cultura DEI (Diversità, Equità e Inclusione) nell’azienda;
- Miglioramento dell’immagine esterna dell’azienda e brand reputation;
- Applicabilità immediata nelle funzioni interne (HR, comunicazione, RSI/CSR).
La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) comporta l’obbligo per migliaia di aziende di rendicontare la propria sostenibilità; con notevoli ricadute sulle aziende, sia per quelle obbligate, sia per quelle non obbligate alla rendicontazione. Un corso finalizzato ad affrontare le nuove indicazioni della direttiva e a comprendere e conoscere gli strumenti necessari per poter affrontare il reporting di sostenibilità in azienda.
- Sviluppo sostenibile: storia e a che punto siamo
- Agenda 2030 e obiettivi di sviluppo sostenibile
- Green New Deal
- Tassonomia verde
- Come leggere gli obiettivi di sviluppo sostenibile in ottica aziendale
- I fattori ESG
- Perché rendicontare la sostenibilità
- Strumenti di monitoraggio e rendicontazione
- Normativa europea
- Il bilancio di sostenibilità: definizione e sostenibilità
- Il bilancio di sostenibilità: definizione e finalità
- Il bilancio di sostenibilità: attori coinvolti
- Strumenti per la redazione del bilancio di sostenibilità
- Redirigere il bilancio di sostenibilità secondo gli standard GRI
- La nuova direttiva CSRD
- Best practices
Imprenditori, imprenditrici e/o figure aziendali che, all’interno dell’organizzazione, necessitino di avere un quadro completo sul tema della sostenibilità d’impresa e in particolare sugli strumenti per integrarla all’interno dell’azienda, in quanto la direttiva CSRD si applicherà a tutte le grandi imprese e a tutte le società quotate in mercati regolamentati dell’UE, con ripercussioni su tutta la filiera produttiva, includendo anche le PMI.
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| N° di partecipanti | Sconto |
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I corsi in aula e in videoconferenza partiranno solo al raggiungimento del numero minimo di partecipanti
I nostri corsi di formazione possono essere completamente gratuiti per le aziende che decidono di finanziarli attraverso i fondi interprofessionali.
- SKU: AGN04
- Modalità di erogazione: Seleziona...
- Durata del corso: 6 ore
- Moduli: Modulo unico
- Prova finale: No
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FAQ
La CSRD (Direttiva UE 2022/2464) sostituisce la vecchia NFRD. Il suo obiettivo è equiparare il Bilancio di Sostenibilità al Bilancio Finanziario. Introduce due concetti chiave tecnici:
ESRS (European Sustainability Reporting Standards): Un framework standardizzato di “punti dati” (oltre 1.000) che le aziende devono monitorare.
- Doppia Materialità: L’azienda deve riportare sia come i temi ESG influenzano il suo business (Outside-In), sia come il suo business impatta sull’ambiente e sulla società (Inside-Out).
Quando entra in vigore?
La direttiva è già in vigore, ma la sua applicazione pratica è graduale e divisa in quattro fasi temporali che dipendono dalle dimensioni e dalla tipologia dell’azienda. Il percorso è iniziato il 1° gennaio 2024 e si completerà definitivamente nel 2029.
Chi è obbligato a redigere il bilancio?
Sono obbligate tutte le “Grandi Imprese” che superano almeno due dei seguenti tre criteri:
- Dipendenti: >250
- Fatturato netto: >50 milioni di euro
- Totale attivo dello stato patrimoniale: >25 milioni di euro (Nota: Le soglie son state recentemente alzate dall’UE per contrastare l’inflazione)
La CSRD riguarda anche le PMI non quotate?
Direttamente: NO. La legge non obbliga una PMI non quotata a produrre il bilancio CSRD. Indirettamente: SÌ. Questo è il punto fondamentale per chi si occupa di tecnologia e dati. Le grandi aziende obbligate devono rendicontare gli impatti della loro Value Chain (catena del valore). Se una PMI è fornitore di una grande azienda (es. Amazon, Enel, Stellantis), quest’ultima le chiederà i dati ESG per completare il proprio bilancio. Per questo l’EFRAG ha creato il VSME (Voluntary SME), uno standard semplificato per le PMI non quotate.



